uccello


Mi chiedo quanti luoghi avrai sorvolato,
quanti cieli avrai trafitto col tuo becco puntuto,
quanto vento avrai sfruttato per arrivare fin qui.
fin qui dove nulla ha importanza,
dove il cielo è solo cielo e la sabbia calda, irregolare,
non offre niente, nient’altro che sabbia
o solo me, un po’ più in là, sedutovi sopra.

mi chiedo dove avrai imparato ad aver paura d’un uomo e
chi t’avrà insegnato ad evitarmi,
a non ascoltarmi,
chi a stare a cento,
a mille ali a me distante,
chi a volar via ad un mio primo accenno.

hai avuto un grande maestro, mi dico,
bravo sei stato a dargli importanza.
io né l’uno, né l’altro,
o se maestro v’è stato
non ho voluto riconoscerne
il suo insegnamento.

mi chiedo se tentazioni hai sofferto,
se il mare non t’ha mai chiamato
per uno sconforto o nel duro percorso.
mi chiedo dove hai imparato a sopraffare il dolore.

hai avuto un gran maestro, mi dico,
bravo sei stato a saperlo ascoltare.
io né l’uno, né l’altro
o se maestro ho ascoltato
leggero ho lasciato che ogni suo consiglio perisse.
di tentazione io son malato.

luca

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