Un cuore vale niente


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Litigate, nei vostri dieci passi di distanza,
la vostra morte.
Litigate, solo le vostre voci a toccarsi,
fioretti fervidi, nel loro affondo,
s’avvinghiano e stridono.
Litigate, per il cuore che non conoscete:
lo chiamate amore, batte senza senso e
si dilania e si spegne.
Siete lontani dieci passi e vi perdete.

Vorrei venirvi contro,
prendere le vostre teste sotto le mie braccia,
avvicinarle, forte avvicinarle
per dirvi: baciatevi,
lasciate perdere cuore e anima.
Scontratevi, rendete festuche le vostre mani
per lasciare segni sulla pelle,
per affondare le dita nelle carni.
Assaporatevi, fiere infuocate
annusatevi, respiratevi.

Col cuore io c’ho provato.

Vorrei stringervi forte sotto le mie braccia,
avvicinare i vostri petti e dirvi:
toccate la carne, sentite la pelle.
Un cuore batte comunque, non ci badate.

Col cuore io c’ho provato.

Io c’ho provato.
Ho messo il cuore,
il sangue ho dato.
Ora ho qualcosa di fragile in petto,
una bianca piuma contro
mi squarcerebbe.
Un cuore vale niente,
nella carne obnubilato,
intinto nel sangue,
irrora vene e niente altro.
Un cuore vale niente.
Non racconta storie, non ascolta vite,
muore e vive, tace e batte
finché si ha un po’ d’aria da respirare.

Luca